L’Istat ha reso noti i dati che riguardano l’inflazione di Gennaio 2026.
Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto, si utilizza l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) che viene anche pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
La Variazione percentuale di Gennaio 2026, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, si attesta al +0,8%.
L'adeguamento si applica solo se previsto dal Contratto di Locazione e NON IN CEDOLARE SECCA, con coefficienti del 100% per Contratti Liberi 4+4.
Il limite del 100% è diventato possibile con l'entrata in vigore della Legge 431/98, che ha introdotto i Contratti "Liberi" (4+4) e liberalizzato il canone permettendo alle parti di concordare un aggiornamento pieno (100%) della variazione ISTAT, superando i vincoli della vecchia 392/78, la cosiddetta legge sull'Equo Canone, che imponeva un tetto massimo invalicabile del 75% per le locazioni abitative.
La stessa Legge 431/98 pone il limite del 75% ai Contratti a Canone Concordato 3+2 (sempre che non si opti per la cedolare secca) e ai Commerciali 6+6.
L'aggiornamento non scatta in automatico per legge, ma deve essere frutto di un accordo tra le parti inserito nel testo contrattuale. Ecco un esempio di clausola standard per un contratto 4+4:
"Il canone di locazione sarà aggiornato annualmente, a richiesta della parte locatrice, in misura pari al 100% (o la diversa percentuale pattuita, es. 75%) della variazione accertata dall’ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) verificatasi nell'anno precedente."
In genere, l'aumento deve essere richiesto annualmente dal Locatore, utilizzando l'indice del mese precedente a quello di decorrenza del Contratto e comunicata al Conduttore tramite raccomandata/PEC almeno 30 giorni prima della scadenza annuale.
Tuttavia, nei contratti abitativi liberi è possibile inserire una clausola di adeguamento automatico, che rende l'aumento dovuto anche senza una comunicazione specifica ogni anno.
Come calcolare l'adeguamento ISTAT del canone di locazione
La formula per calcolare l'aumento è la seguente:
Aumento = (Canone Attuale × Variazione % ISTAT / 100) × (Percentuale di adeguamento / 100)
Dove la "Percentuale di adeguamento" è 100 per i contratti liberi (4+4) e 75 per i concordati (3+2) o commerciali (6+6).
Il nuovo canone sarà quindi:
Nuovo Canone = Canone Attuale + Aumento
Esempio pratico:
- Canone attuale: 800 €
- Variazione ISTAT: +0,8%
- Tipo di contratto: Libero 4+4 (adeguamento al 100%)
Aumento = (800 € × 0,8 / 100) × (100 / 100) = 6,40 €
Nuovo Canone = 800 € + 6,40 € = 806,40 €
Cosa sapere sugli arretrati
Se il contratto prevede che l'aumento avvenga "a richiesta del locatore", non puoi chiedere gli arretrati per gli anni in cui hai dimenticato di inviare la comunicazione. L'aumento partirà solo dalla mensilità successiva alla tua richiesta. Se invece la clausola prevede l'adeguamento automatico (senza necessità di richiesta), potresti teoricamente richiedere gli arretrati, ma solo entro il termine di prescrizione di 5 anni.
Consigli utili
- Verifica il valore: Puoi calcolare la cifra esatta usando il Calcolatore di Rivalutazione Monetaria dell'ISTAT.
- Controlla il regime fiscale: Ricorda che se sei in Cedolare Secca, questa clausola rimane sospesa e non puoi applicare aumenti finché non torni al regime di tassazione ordinaria.